Aprile 29, 2008
Finisce l’era Veltroni, e il Pd si riabbraccia alla natura di ogni partito.
Posted by buttiglione under buttiglione, politica | Tag: alemanno, auro buttiglione, bersani, dalema, elezioni politiche, follini, margherita, marini, opposizione, parlamento, pd, prodi, rutelli, sinistra radicale, ulivo, unione, veltroni |Non ho mai nascosto il mio scetticismo nei confronti di veltroni e della sua idea politica, ma oggi più di ieri mi sento rafforzato non solo nello scetticismo, ma anche nelle ragioni che qualche mese fa, mi portarono a non aderire al partito democratico. A pochi giorni dal voto il partito dei partiti, almeno così veniva pubblicizzato agli occhi dell’opinione pubblica, è già precipitato in una crisi profonda, che se ricondotta all’esito delle elezioni potrebbe considerarsi naturale, ma che invece nel caso specifico sembra strumentalizzare la sconfitta subita per regolare diversi punti in sospeso. Più precisamente, negli attegiamenti di d’alema e compagni, si intravedono i tratti evidenti di una strategia tesa a disarcionare veltroni; e a conferma di questo presentimento sono significative sia l’irrevocabile candidatura di bersani sia le pesanti parole del taciturno follini, che ha preteso un’analisi seria e non una auto consolazione. Insomma la sonora sconfitta e la vittoria di alemanno, hanno segnato l’inizio dell’epilogo veltroniano, ma soprattutto hanno mostrato finalmente il vero volto del pd, fatto di logiche e prassi vecchio stile. Tuttavia non era necessario spingersi tanto oltre, dato infatti che lo stesso veltroni all’indomani della sconfitta aveva cambiato radicalmente stile e linguaggio, passando dai panni del prete prestato alla politica a quelli del politico prestato alla politica. La domanda che allora mi pongo è: che fine hanno fatto il veltroni e il pd dell’italia nuova, considerata la metamorfosi veltroniana e l’improvvisa ostilità del partito verso la ricetta politica di walter ??. In realtà non c’è mai stata una comunanza di vedute, ma soltanto di strategie. Lo stato maggiore dei ds (dato che la margherita è da considerarsi, dopo la fine di rutelli e marini, definitivamente sciolta), aveva come nel 2006 e nel 1996 costruito l’ennesimo miraggio elettorale, che in realtà aveva cambiato denominazione ma non contenuto, e che tuttavia questa volta non è riuscito a colpire l’immaginario collettivo. Prima l’ulivo, poi l’unione, e in ultimo il pd, hanno di fatto rappresentato la sintesi di un compromesso forzato e pronto da un momento all’altro ad implodere; se lo ricorda bene prodi, e inizia a prenderne coscienza anche veltroni. La fortuna a questo punto, è che sono entrati in parlamento come opposizione, perchè in caso contrario non solo sarebbe stato difficile gestire bonino e di pietro, ma soprattutto sarebbe stato difficilissimo fare sintesi tra cattolici e laici, se consideriamo che l’alleanza venuta meno in parlamento con la sinistra estrema, è comunque sopravvissuta nelle realtà territoriali, e questo avrebbe rappresentato un serio problema anche in vista delle prossime tornate elettorali. Il pd veltroniano è quindi finito, insieme a quell’affascinante idea politica che aveva fatto breccia nei cuori di tanti giovani, ma il suo cammino continuerà fino al congresso in programma per il 2009, e che vedrà non solo il passaggio di consegne tra veltroni e bersani, ma soprattutto il ritorno del partito democratico alla vera natura di ogni partito. I sostenitori di veltroni possono quindi godersi il loro sognatore ancora per qualche mese, ma nel futuro del pd non ci sarà più posto per i sogni. Daltronde come mi disse una volta follini: se in politica fallisci, quel fallimento ti marchia per sempre.
Auro Buttiglione