Marzo 19, 2008
Condivisibile il giudizio della Cei, ma le liste bloccate non sono un’alibi e ..
Posted by buttiglione under buttiglione, politica | Tag: buttiglione, candidati partiti, cattolici, cei, chiesa, classe dirigente, elettori, laici, liste elettorali, mandato esplorativo, marini, pd |Non è per essere ripetitivi, ma certe esternazioni motivano ampiamente la retorica. La cei ha evidenziato un’ovvieità, ossia l’urgenza di ritornare alle preferenze, e questo ha trovato ovviamente concordi le personalità più in vista della politica; tuttavia tale comunanza di vedute si realizza in un momento particolarmente significativo. Trovarsi infatti in sintonia con la chiesa all’indomani della presentazione delle liste, è alquanto simpatico. Sebbene, infatti, la legge attuale impedisca all’elettore di scegliersi il candidato, comunque non dovrebbe impedire ai partiti di tenere conto, nella composizione delle liste, di quelle che possono essere le esigenze del territorio. In altre parole, le oligarchie o segreterie dei partiti, non sono limitate, a differenza degli elettori, nella libertà di individuare candidati il più possibile vicini alle richieste del corpo elettorale. Invece, ancora una volta, ci ritroveremo davanti a liste non soltanto prive di ogni riferimento territoriale, ma anche lontane da quella riqualificazione del parlamento a lungo invocata. Per questo la comunanza di vedute è simpatica. Inoltre, vedere marini nelle vesti di colui che voleva salvare il salvabile è davvero straordinario; peccato però che la sua iniziativa (il mandato esplorativo), nasceva con tutt’altre intenzioni, e peccato che proprio il suo partito (pd) è stato teatro dei maggiori malumori da parte dei singoli territori, all’indomani della presentazione delle liste. Il problema è sempre lo stesso, e riguarda le logiche interne ai partiti, pronte ad uniformarsi alla realtà quando si tratta di andare in scena, ma pronte anche a richiudersi in se stesse, nel momento in cui i riflettori si sono spenti. Quello che maggiormente colpisce delle nuove candidature, non è infatti la presenza di attori o atleti, perchè quel tipo di candidature nascono da esigenze puramente elettorali, per catturare magari il voto di coloro che non fanno della politica la loro ragione di vita (vedi ad esempio i maggiorenni), e inoltre sono diventate da qualche anno a questa parte una comune consuetudine. Al contrario colpisce la totale assenza di una classe dirigente nei singoli partiti, perchè nel momento in cui le liste sono dominate dagli uscenti e da personaggi legati al mondo dello sport o dello spettacolo, non si può non prendere atto di una profonda crisi formativa all’interno dei singoli partiti. Aprirsi a personalità esterne alla politica e anagraficamente diverse tra loro, è stato opportuno, ma in quella apertura è inevitabile non riscontrare un’ulteriore deficit del sistema. Viene spontaneo chiedersi a questo punto, a cosa servono determinati sforzi da parte di coloro che continuano ad impegnarsi quotidianamente nelle strutture di un partito, se poi sono condannati dal loro stesso partito a restare a lungo privi del premio che spetta ai meritevoli ? Viene spontaneo chiedersi a cosa alluda l’idea di un’italia nuova, se poi all’atto pratico dirigenti che hanno speso i loro anni a fare la trafila, si ritrovano a cedere il passo a simpatizzanti dell’ultima ora ?. Sono queste considerazioni, che dovrebbero aiutare l’elettore a riflettere durante l’attuale campagna elettorale, perchè è all’interno di questi dettagli che si intravedono i reali tratti identificativi dei partiti, apparentemente oscurati dai grandi proclami e dalle grandi ricette di risanamento, che sembrano ricordare le capagne elettorali del dopo guerra !!. E’ la retorica dell’agire da parte dei singoli partiti, che deve spingere l’elettore a non rendere definitiva la sua scelta guardando un manifesto o ascoltando un’affascinante comizio. I problemi dell’italia sono tanti e seri, ma soprattutto non dipendono da una legge elettorale, e per questo sentire in piena campagna elettorale che la legge sul voto sarà una priorità per il futuro governo è allarmante. La cei ha suggerito ai cattolici di votare con grande attenzione, vincolando la scelta del partito alla presenza in lista di candidati in grado di garantire la tutela di determinati ideali; mai la chiesa poteva fare ingerenza più costruttiva !!. L’augurio è che la stessa attenzione possano porla anche i laici ..
Auro Buttiglione
Marzo 20, 2008 at 12:43 pm
Stavolta siamo in disaccordo quasi su tutto.
E’ vero quello che dici delle liste in generale, anche se dal mio punto di vista anche ideale le liste di un partito dovrebbero sempre trovare un equilibrio tra personale di formazione politica e altro portatore di esperienze diverse e che possano portare un contributo utile e diverso (ovvio che è diverso da quello che è ora)
Dietro l’atteggiamento dei partiti c’è la semplice realtà che essi non sono più radicati politicamente e culturalmente nella società (l’economia discorso a parte), questo significa da un lato che non sono proprio in grado ne intenzionati a formare una vera classe dirigente, se non marginalmente, e secondo che tendono a scegliere candidati esterni per l’immagine negativa che la gente ha di una politica così lontana dalla società.
Proprio per questo senza negare lo schifo che affermi, secondo me Il PD è cmq uno dei pochi partiti che è ancora un bel pò radicato nella società e strumento di formazione e formazione politica, per quanto limitatissima.
Poi sinceramnet mi sembra che la selezione dei candidati dovrebbe avvenire come dici tu per merito, ma il merito mi sembra che lo leghi troppo alla militanza continua. L’impegno è fondamentale, ma la selezione deve essere meritocratica e a limite ideale non basata sul tempo dedicato(non dico che tu voglia questo semplicemente mi sembra che dai cmq troppa importanza a questo aspetto.
Per l’ingerenza credo che chiunque cattolico o laico debba sempre vederla come qualcosa di molto negativo. Mina cmq e sempre le basi laiche dello stato, e con esso le basi della convivenza civile tra tutti i cittadini, cattolici, atei e di qualsiasi fede. E per di più fa crescere i malumeri verso la chiesa da parte di quelli come me che pretendono uno stato laico, ma non mi sembra di essere così ferocemente e ideologicamente contro i cattolici in politica. E’ la chiesa che dovrebbe farsi i Bip suoi ed essere una guida morale per i credenti, non una guida politica o una lobby di potere che mira a far politica.
E’ indipendente dal condividere o no la posizione espressa.
scusa la solita lunghezza
ciao
Marzo 20, 2008 at 4:46 pm
Grazie sparkaos, soprattutto per essere invece in parte daccordo !!
Quanto infatti affermi in merito alle liste ed allo scollamento dei partiti dal tessuto sociale e culturale, è nella sostanza quello che io stesso affermavo nel post !!. Tuttavia, premettendo che il riferimento non voleva essere così specifico, mi dispiace doverti correggere sul pd, che a partire dalle primerie fino ad arrivare all’attuale campagna elettorale, tutto ha fatto fuorchè distinguersi per logiche e metodi di selezione o di formazione. Per farti capire meglio ti porto l’esempio delle liste: michele emiliano, segretario pugliese del pd, aveva proposto per la scelta dei candidati le primariette, sai come ha risposto il partito “un bel pò radicato nella società e strumento di e formazione politica” ?? .. Assolutamente no . A questo punto dimmi tu come intende formare ed innovarsi il partito democratico. Riguardo all’ingerenza, anch’io concordo sul fatto che la chiesa debba preoccuparsi di tutt’altre faccende, ma la mia condivisione riguardava un metodo a mio avviso intelligente, che ogni elettore dovrebbe far proprio, nel momento in cui si ritroverà a votare un partito ma non un candidato. Infine riguardo al merito, la mia considerazione della militanza è così marcata, per la semplice ragione che considero un partito come tale e non come un bar. In altre parole, sparkaos,militare in un partito è un pò come lavorare … come ti sentiresti se dopo diversi anni di lavoro, l’ultimo assunto magari con qualifiche inferiori alle tue, venisse inquadrato come te se non meglio ?? .. questo banalissimo esempio, può aiutarti a capire meglio lo stato di frustrazione di tanti dirigenti di partito. Oltretutto sparkaos, perfino peppino caldarola (noto dirigente ds e pd, nonchè ex direttore dell’unità) ha affermato la sua intenzione di lasciare un partito che candida, in posizioni sicure, i portaborse !!.
A presto .. Ciao !!
Marzo 20, 2008 at 5:33 pm
sul PD non negavo quello che dici, ma a livello pratico è quello che mantiene più rapporto con il territorio e la società; poi non lo sfrutta e fa liste del cavolo questo si. Potenzialmente, però, è l’unico che per storia e struttura ha ancora le necessarie capacità; cosa che a mio avviso rende ancora peggiori le sue scelte.
la politica è un attività professionale e anche dura, quindi capisco il tuo punto di vista; ma continuo a dire che rispetto ad altre attività professionali deve restare più apertà ad esperienze diverse (cosa totalmente diversa da quello che fa oggi e che non esclude una giusta delusione di chi ha tanto lavorato)
Marzo 20, 2008 at 7:56 pm
Sul pd iniziamo ad intenderci, ma ti aggiungo che a mio avviso il rapporto che all’atto pratico mantiene con il territorio, in realtà non è poi così differente da quello che possono avere gli altri partiti. Se apparentemente il pd sembra più vicino o radicato, è semplicemente per la straordinaria macchina organizzativa, che da sempre rappresenta il fiore all’occhiello, di alcune matrici ideologiche presenti nell’attuale partito. Quindi, concordo sulle potenzialità della struttura. Tuttavia il problema che ci interessa è la sostanza, e li, purtroppo, anche il partito democratico presenta delle profonde lacune, che non lo differenziano assolutamente dai restanti partiti. Riguardo alla politica, nessuno è contrario agli allargamenti, anzi !!, ma come tu stesso dicevi, in una chiave completamente diversa da quella attuale ..
Saluti !!