C’eravamo lasciati durante una crisi di governo in fase di epilogo e ci ritroviamo oggi durante una campagna elettorale in corso. Molte cose sono accadute in queste ultime settimane e molto è destinato ancora ad accadere. La rottura definitiva degli schemi di un bipolarismo consolidato, ha lasciato inevitabilmente spazio all’avvento del bipartitismo targato pd e pdl. La novità che questo nuovo schema rappresenta, non è per quanto mi riguarda una sorpresa, ma adesso a differenza di qualche settimana fa è doveroso fare alcune considerazioni, su quello che non è più un possibile scenario ma bensì lo scenario. Partiamo dal pd. La campagna di un’italia nuova o possibile portata in tour da veltroni, è indubbiamente incominciata benissimo, e personalmente ritengo possibili le probabilità di un recupero o di un sorpasso da parte del pd. Nella campagna di veltroni, l’effetto della propaganda sta giocando un ruolo non indifferente, ma soprattutto sta funzionando perfettamente. Veltroni infatti, fino a questo momento ha saputo giocare intelligentemente tutte le sue carte, a partire dalle candidature per finire al remake tutto italiano delle primarie statunitensi targate obama. Walter ha saputo convincere fino a questo momento l’opinione pubblica, dell’effettiva novità politica di cui il pd vuole essere fautore e garante, schierando al vertice delle sue liste giovani noti o meno noti, ma comunque espressione di una generazione politica sconosciuta. Questa scelta, per certi versi impopolare, l’ha portato a recuperare consensi e a marcare la differenza di strategie rispetto a berlusconi. Complimenti quindi a veltroni, ma agli italiani non servono le chimere !!. Nello specifico intendo dire, che non’è attraverso la candidatura di una centralinista o di un’operaio sopravvisuto, che si gettano le basi per un’italia nuova. Pur apprezzando la scelta propagandistica fatta dal pd, non posso riscontrare l’inizio di una novità per il paese, e questo semplicemente perchè milioni di precari o di lavoratori a rischio, non erano alla ricerca di una garanzia per il parlamento, ma di una garanzia per la loro quotidianità. Portare in parlamento personaggi i cui trascorsi di vita sono diventati oggetto di strumentalizzazioni propagandistiche, non aiuterà la sconfinata platea dei precari o dei lavoratori a rischio a sentirsi migliorati nel loro disagio. Oggi molti di quei lavoratori invidiano i loro colleghi, come si potrebbe, tra poveracci, invidiare quello che tra i due ha vinto il primo premio della lotteria, ma al di là dell’invidia non c’è l’appagamento. Veltroni non’è un ingenuo e lo sa, ma per far decollare il pd occorrevano delle scelte inaspettate e inusuali, e per questo dentro gli sconosciuti e fuori de mita, dentro gli ex prefetti e generali e fuori (consensualmente) visco, dentro scrittori e industriali di vecchia e nuova generazione e fuori i parlamentari stagionati. Candidature pensate solo ed esclusivamente per il loro effetto scenico e politico ( nel caso di colaninno, calearo, del vecchio), ma che sono ben lontane dal rappresentare la prospettiva di un’italia nuova, se pensiamo oltrettutto che il programma politico del pd magari poteva calzare a pennello per obama, ma difficilmente può riuscirci per una classe politica che è stata protagonita della legislatura più breve dell’italia repubblicana. Ma cosa succede invece altrove ??. Non c’è molto da raccontare, se non altro perchè dalle parti di casini e berlusconi la campagna elettorale viene ritardata dalla chiusura delle liste. Questo almeno per berlusconi è indubbiamente dannoso, se si considera altresì che fino a questo momento, la sua campagna elettorale è stata poco incisiva. Il cavaliere evidentemente forte dei suoi sondaggi, ha prestato abbondantemente il fianco a veltroni, con l’aggravante di fare dei disastri altrui il punto focale delle sue promesse. Veltroni è stato abile nel far ruotare l’intera strategia solo e soltanto intorno al pd, ma berlusconi non ha fatto altrettanto, e anzi rischia di incartarsi nella campagna di delegittimazione dell’avversario più inutile, ossia casini. Se berlusconi non si da una svegliata e non inizia a parlare lo stesso linguaggio politico di veltroni, rischia veramente il sorpasso. Alcuni potrebbero pensare, che il cavaliere avrà comunque salva la pelle, visto che numericamente sarà il più forte in parlamento dopo veltroni, ma ho qualche dubbio, se consideriamo lo smarcamento dei centristi. Se infatti in principio si poteva pensare ad un’accordo pdpdl post voto, oggi tale prospettiva non è poi così scontata, dato che i centristi per quanto ridimensionati comunque riusciranno ad entrare in parlamento, e a quel punto pur di riscattare la loro dignità calpestata e umiliata per anni da berlusconi, piuttosto preferiranno allearsi con di pietro e bonino, ma difficilmente si rimetteranno sul libro paga del cavaliere. Tirando quindi le somme, quello a cui stiamo assistendo è senza dubbio l’inizio di una nuova stagione politica, annunciata da una campagna elettorale degna degli ascolti record mancati dal festival di sanremo, con sfumature a stelle e strisce, ma purtroppo ancora al momento lontana dall’idea di un’italia nuova.

Auro Buttiglione