E così, a trent’anni di distanza dall’approvazione della legge 194, è ritornato di gran moda il dibattito sull’aborto. E come al solito l’Italia si spacca in tre parti: la prima che vorrebbe addirittura sostenere una moratoria universale dell’aborto, la seconda che rivendica la totale libertà di scelta della donna, e la terza che assiste attonita senza prendere posizioni.
Dal mio punto di vista è necessario fare un’analisi approfondita della questione da più punti di vista, proprio perchè i diritti in gioco sono più di uno, tutti fondamentali e contrastanti tra loro. Innanzitutto la legge 194 dispone che “Lo Stato tutela la vita umana dal suo inizio”, e questo è un primo nodo che è importante sciogliere: si parla di vita umana dal concepimento (e quindi dal momento in cui lo spermatozoo feconda l’ovulo)? Oppure è da considerarsi vita umana l’ovulo dal novantesimo giorno in poi a partire dalla fecondazione? In secondo luogo bisogna capire se ad essere predominante, per la nostra cultura, per la nostra morale, per la nostra etica, è il diritto del bambino a venire al mondo una volta concepito o il diritto della madre ad essere libera di scegliere se avere un figlio o meno. Terzo, non si possono non considerare i casi in cui il concepimento sia il frutto di un atto ripugnante quale può essere l’incesto o peggio ancora lo stupro. Ancora bisognerebbe tener presente le possibilità degli eventuali genitori al sostentamento del nascituro, sia economicamente sia affettivamente (ovvero se questi intendono stare insieme o al contrario se il concepimento è il frutto di una passione passeggera). Infine, cosa di fondamentale importanza a mio parere, vi è la necessità che il ricorso all’aborto non sia utilizzato come mezzo di controllo delle nascite o a scopi eugenetici.
Detto ciò, ritengo che la legge 194 sia stata una grande conquista non solo dei movimenti femministi mobilitatisi nel 1978 ma anche della società, di allora e di oggi. E’ senza ombra di dubbio una legge civile, la cui presenza è necessaria in un Paese che voglia definirsi tale. Non dimentichiamo che prima di allora le interruzioni di gravidanza clandestine erano comunque frequenti, causa l’illegalità spesso erano compiute in condizioni igeniche a dir poco precarie e da medici poco preparati (o nelle peggiori ipotesi da gente che aveva “imparato come si fa”), fattori che molto spesso portavano a conseguenze gravissime per la donna come la sterilità, infezioni ed emorragie e in alcuni casi la morte.
Daltra parte noi tutti un giorno siamo stati embrioni, io stesso sono nato dopo l’emanazione della 194, ed è chiaro che bisogna mettere in qualche modo un limite alla libertà di azione di chi intenda compiere un gesto così estremo. Abortire non può essere considerata una cosa facile come bere un bicchier d’acqua, quindi è fortissima la mia avversione per la pillola abortiva RU486 (discorso diverso vale per la pillola del giorno dopo), rischieremmo di avere un calo nell’attenzione ai contraccettivi sopratutto nei più giovani. Necessario è senza dubbio fare ancor più informazione di quanta se ne faccia oggi e incrementare la distribuzione di preservativi e materiale informativo nelle scuole e nelle università, costano tanto e non sempre il ragazzino ha in tasca i soldi per comprare il pacco (dato che singolarmente non vengono venduti). Naturalmente in caso di malformazioni o di pericolo per la salute fisica della donna è chiaro che si deve preferire l’interruzione della gravidanza, non sono daccordo nel mettere al mondo esseri umani condannati ad essere degli infelici o nel sacrificio della madre che darebbe la vita ad un orfano. Daccordo anche nei casi di stupro o di incesto, ma sono del parere che in tutti gli altri casi, ove le motivazioni risultino essere meno importanti, bisognerebbe creare un qualche meccanismo che scoraggi il ricorso all’aborto.
Concludendo, è senza ombra di dubbio una tematica scottante che merita attenzione e un occhio speciale da parte dello Stato, a tutti i livelli, da quello parlamentare a quello governativo, per finire alle regioni, province e comuni (che ad oggi sembrerebbero essere piuttosto assenti). Sicuramente la connotazione etica e morale della questione ne fa oggetto di costante discussione, e come spesso accade in questi casi, non vi sarà mai unità di pensiero, anche se punti di incontro come la legge 194 del 1978 sono delle ottime basi di partenza per un rinnovato dialogo tra gli abortisti, antiabortisti e chi cerca una mediazione tra gli estremi. Di certo voglio sperare che qualcuno non strumentalizzi una cosa così seria utilizzandola come slogan elettorale, anche se in fondo da noi tutto è possibile….
Danilo G. Cacucciolo





beh stavolta ci sono parecchie cose su cui non sono d’accordo.
Primo per me una delle domande più importanti è se è meglio che un bimbo nasca perché desiderato o per errore? con le inevitabili conseguenze di ciò sul suo futuro e felicità
Secondo per me sottolinei un pò poco che si tratta del corpo di una persona ed almeno quello gli appartiene pienamente.(il diritto del feto è già ampiamente tutelato)
Terzo è verissimo che l’introduzione alla farfallona della pillola RU486 potrebbe portare alle conseguenze che dici tu, ma si tratta di informare le persone liberamente introducendo finalmente l’educazione sessuale nei programmi scolastici e libera da moralismi. Non mi sembra umano negare a persone che affrontano un intervento così emotivamente distruttivo la possibilità che lo sia un minimo meno. Chiunque ha visto con i propri occhi una ragazza abortire sa che escludento casi di persone totalmente insensibili non sarà mai come bere un bicchiere d’acqua.
Quarto dal mio punto di vista la 194 è da riformare per tutelare maggiormente il diritto all’aborto, fermo restando ad es i limiti temporali etc, ma ad es da un malinteso concetto di obiezione etica che in alcune regioni porta alla realtà che l’aborto è già quasi negato e di certo nel rendere effettivo per tutte (comprese le persone, tante in italia, che vivono in paesini più isolati) l’accesso ai consultori che sono anche la risposta al problema della sensibilizazione dei giovani ai contraccettivi
ciao
ciao caro Sparkaos! bentornato!!!
Sapevo benissimo che scrivendo questo post non tutti sarebbero stati del mio stesso avviso, non a caso dopo trent’anni siamo ancora qui che ne discutiamo. Su una cosa però mi trovi daccordo: c’è un grandissimo bisogno di informazione nei più giovani, basta (come hai giustamente detto tu) con i moralismi, basta con i sensi di colpa e iniziamo a responsabilizzare per davvero i ragazzi. Ovviamente fornendogli supporto e strumenti che siano facilmente fruibili: non serve a nulla avere consultori se poi o sono chiusi o non ti rispondono nemmeno a telefono (e parlo per esperienza personale). Grazie del tuo intervento caro amico!
Ciao scusami il disturbo (se fosse tale)
Ti faccio perdere solo 1 minuto. Non credo che riusciro’ a cambiarti la vita, ma sicuramente impegno siamo decisi a mettercelo. Anche perchè sta a noi giovani ribellarsi un po’ al potere della politica ed all’asfissia generazionale che arriva dai media. Faccio parte di un gruppo di una cinquantina di ragazzi (ci siamo tutti conosciuti in internet e nelle ultime ore con qualkuno anche di persona) che abbiamo creato prima un blog a sostegno di Pierferdinando Casini ed ora vorremmo come gruppo di giovani creare una vera e propria rivoluzione giovanile che parta dal basso, prima di tutto dalla rete internet.
Questo è il Blog principale:
http://casinipresidente.wordpress.com
Puioi trovare anche i motivi che ci hanno spinto ad agire, per difendere i valori cristiani prima di tutto, ma anche per creare un notword di Altra informazione poichè quella dei media è tutta monopolizzata dai potenti. In realtà vogliamo nei prossimi giorni incontrare Pierferdinando e dire a Lui se ci aiuta in questa rivoluzione giovanile. Crediamo che ci sosterà, e noi viceversa sosterremo lui.
Se ti va di entrare nel network o di darci una mano e crescere con noi, non esitare a scriverci.
Un abbraccio di cuore,
Stefano
casinipresidente@hotmail.com