Ci sono degli accadimenti nei recenti scossoni subiti dal mondo politico, che a mio avviso rappresentano l’inizio del capolinea di prodi. Ma andiamo per ordine e partiamo da mastella. Se l’ex ministro si fosse limitato alle semplici e opportune dimissioni, avrebbe in un solo colpo accreditato la sua immagine politica, fortemente deleggittimata da mesi di attacchi mediatici e giornalistici. Se clemente anzicchè cedere al suo istinto di uomo politico, avesse ceduto realmente a quello di uomo e padre di famiglia, magari sarebbe riuscito a convincere l’opinione pubblica di essere una vittima e non un rappresentante della casta. Invece clemente ha preferito, nella disgrazia degli eventi, strumentalizzare gli stessi, nel tentativo non solo di sfuotarsi lo stomaco a costo zero dopo mesi trascorsi a mandare giù bocconi amari, ma anche di inserirsi in una partita a questo punto diventata insidiosa per il governo. In questo modo l’ex ministro ha determinato un’effetto esattamente contrario a quello sperato, e anzi ha ulteriormente aggravato l’idea che il personaggio politico mastella, ha maturato nelle convinzioni della gente. Uscire infatti in grande stile da un esecutivo, per poi ricattare lo stesso, è una pessima strategia e soprattutto un’atto di autolesionismo. Dimostrarsi sprezzante del pericolo al punto da sparare a zero sull’intera magistratura e poi presentarsi in piazza s.pietro per l’angelus domenicale, è un pessimo atto di spavalderia e sempre di autolesionismo. Ma al contrario rivendicare la differenza di trattamento tra lui e pecoraro scanio, è stata forse e in parte l’unica cosa accreditante e sensata che ha fatto. Tuttavia, il comportamento di clemente come dicevo pocanzi, non è stato motivato semplicemente dalla consapevolezza di non aver nulla da perdere, ma anche da quella di aver intuito l’arrivo al capolinea da parte di romano. Se infatti al ricatto politico dell’udeur aggiungiamo le affermazioni di veltroni inerenti un pd che alle prossime elezioni correrà da solo, di fatto intravediamo la consapevolezza, che arrivati a questo punto, non sarà più possibile evitare l’irreparabile, e comunque anche se questo fosse evitabile (intendo ovviamente la difficile settimana del governo), comunque non ci sarebbero più le condizioni per riformare la legge elettorale; anche se a dire il vero a mio avviso non ci sono mai state. Di conseguenza, a maggior ragione dopo il via libera della consulta al referendum, il ragionamento di Walter è stato: Proviamo a salvare il governo ancora una volta, ma se non ci dovessimo riuscire, prepariamoci al futuro che il referendum ha in serbo per noi, ossia il cavaliere. La settimana che è appena incominciata sarà quindi determinante, ma anche se romano dovesse uscirne parzialmente illeso, penso che sia inevitabile a questo punto pensare, come giustamente qualcuno più autorevole di me ha sostenuto, che sia veramente iniziato l’inizio della fine. Nel frattempo, rinnovando la piena solidarietà a mastella, gli consiglio di non esagerare !!
Auro Buttiglione





cavolo io solidale con mastella non lo sono neanche per scherzo fa solo ricatti e inchini alla chiesa.
x il resto sono d’accordissimo le condizioni x fare la riforma elettorale non ci sono mai state. Peccato che a furia di abbolire parti di leggi x via referendum non credo avremo mai una riforma elettorale decente ne la connessa e necessaria riforma costituzionale(x me da rinnovare anche nella parte dei diritti).
Direi che è difficile non essere solidali con una persona che da mesi subisce attacchi violentissimi a 360°. Non è tanto un fatto politico quanto, a mio avviso, un fatto meramente umano. Ma la politica di oggi, quella che ci è purtroppo toccato vivere, è questa. Per il resto, sono daccordissimo con tutte le considerazioni precedentemente esposte.
Sinceramente non mi viene di essere solidale proprio x la reazione di chiusura di casta. Così il populismo dei tanti falsi antipolitici aumenta la sua presa e questo è uno dei mali importanti della vita pubblica che purtroppo ci tocca
caro sparkaos,
ho letto con grande interesse le tue osservazioni e mi scuso se se con ritardo ne commento alcune. Il problema della solidarietà a mastella, come daltronde ha giustamente puntualizzato danilo, è un fatto prettamente umano e non politico. Sebbene, stando a quanto stia accadendo in queste ore, la situazione dell’ex ministro e dell’udeur è molto seria, ciò non toglie che si tratta di una vicenda che non ha toccato soltanto il politico, ma anche l’uomo. Per questo, a prescindere dalle responsabilità individuali, la vicenda merita comunque il rispetto che inevitabilmente si deve a persone colpite da una seria difficoltà, e non farlo sarebbe non soltanto cinico ma irrispettoso di un principio costituzionale e giurisprudenziale sacrosanto quale il presupposto d’innocenza. Attenzione però, caro sparkaos, con questa affermazione non intendo sminuire l’entità della vicenda mastella, ma semplicemente non intendo neanchè fare il giustizialista dell’ultima ora !! . Solidarizzare umanamente con mastella è un fatto svincolato da ogni dettame politico, e per questo concordo con te riguardo a come il mondo politico ha gestito la vicenda. Tuttavia il fatto che la politica si faccia condizionare sempre e solo da stessa, non deve influenzare al punto da intimidirle le volontà dei singoli. In altre parole se come dici tu il populismo degli antipolitici aumenta, non è solo per i comportamenti dei politici ma anche per la disponibilità mentale di coloro che si fanno condizionare da tali comportamenti. Danilo ha osservato che la politica attuale è purtroppo questa, ma attenzione lui stesso ha detto che la politica che ci tocca, VIVERE, è questa. Quindi sebbene il quadro non sia dei migliori, questo non deve rappresentare un’alibi per restare alla finestra a fare i censori. E’ proprio un simile quadro, in cui la casta non solidarizza neanche con se stessa, che ti deve dare la misura di quanto sia seria la crisi del sistema e di quanto sia necessario, per gli appassionati come te, ponderare l’idea che il proprio contributo al miglioramento deve iniziare ad avvicinarsi maggiormente alle ragioni di quella crisi. Lascia che a restare alla finestra siano i veri antipolitici e non i portatori di idee sane.
Grazie e a presto ..
E’ tutto condivisibilissimo semplicemente boh la presunzione di innocenza è sacra, ma solidale con chi mostra tanta arroganza non ci riesco cmq… so che alla fine hai ragione ma ho troppo il voltastomaco… se si dimetteva e difendeva se stesso altro conto, ma lui non contento dell’ovazione in aula ricatta e alla fine cosa è che vuole? io ci sento puzza di immunità e la cerca chi ha qualcosa da nascondere, che ci sia il più pulito e giusto processo; ma non mi si chieda di essere solidale… chiederò se sarà il caso scusa se pensai male errando… ma la solidarietà la riservo a chi ha ben altre sofferenze e modo di fare… chi sa avrai ragione… ma non la sento… mentirei
E io condivido la tua posizione .. l’importante però è che i tuoi punti di vista aiutino a far recuperare terreno alla politica e non all’antipolitica .. anche perchè la politica non è la raffigurazione di mastella ..
Ciao !!
Caro Auro,
tu dici che questo è l’inizio della fine del mortadella. Ma allora la svolta del centro sinistra tanto acclamata dal tuo amico Follini pochi mesi fa non c’è stata. Lui disse prima di votare la fiducia al governo prodi:”insieme costruiremo un nuovo centro-sinistra”. Ed ecco che il centro-sinistra non esiste più…colpito e affondato no da Mastella, ma dalle dichiarazioni di Veltroni il quale ha sostenuto che il pd si presenterà alle prossime elezioni da solo.
E ora che ne sarà del nostro caro Harry Potter? Poverino!!!
Ma quello che diceva follini si sta realizzando amico mio !! e come al solito hai poca memoria. Quando marco pronunciò quella frase non si riferiva al centro sinistra attuale ma a quello che l’avvento del partito democratico avrebbe inevitabilmente portato a realizzazione. Nello specifico la sua idea di un nuovo centro sinistra corrispondeva a quella di uno schieramento che avesse come punta estrema, a sinistra, il pd e poi di lì coinvolgesse quelle forze che oggi si dibbattono nella costruzione della cosa bianca. Con questo, facendoti i complimenti per la tua lungimiranza, ti dico che è ancora un pò presto per celebrare il funerale dell’idea folliniana e anzi come ti dicevo pocanzi, se metti ben a fuoco gli eventi di tutto si può parlare fuorchè di un naufragio dell’idea di marco. Riguardo poi al destino di follini, non posso darti delucidazioni rassicuranti, ma sono certo che la sua intelligenza non deluderà le aspettative. Daltronde non sarebbe Harry Potter …. no ??
Un caro saluto valerio
E no!!! Ti sbagli…perchè dopo le dichiarazioni di Veltroni il partito che si è infuriato più di tutti e che di fatto ha aperto la crisi di governo è stato proprio il più centrista dell’Unione. Infatti l’udeur, uscendo dalla maggioranza ha spostato ancor più a sinistra l’asse del governo. Follini forse voleva un centro sinistra ancor più di sinistra?
La realtà è che si andrà a votare con l’attuale legge, il porcellum, e quindi il pd non potrà presentarsi agli elettori da solo, sarà costretto ancora una volta ad accordarsi con una sinistra resa ancora più forte dalla scomparsa dei ds.
Dall’altra parte invece ci sarà una casa delle libertà ancor più di centro grazie all’accordo, che sicuramente ci sarà, con i mastelliani e forse anche i diniani.
Ancora una volta mi dai ragione !! se infatti mi dici che la crisi è stata aperta da mastella in maniera consequenziale alle parole di veltroni, di fatto confermi quello che prima ti dicevo di un riassestamento di forze oggi incastrate all’interno di definiti schieramenti, ma che di fatto tendono a definire una posizione diversa. L’oggetto dello smarcamento di mastella e veltroni altro non è se non la chiara rappresentazione di tutto questo !! . Hai tuttavia ragione nel rimarcare l’importanza del porcellum in questa fase, dato che se l’esperienza di prodi finisce domani gli schemi del’attuale legge imporrebbero tattiche diverse da quelle che si stanno mettendo in atto. Ma non dimenticare il referendum. Infatti se prodi dovesse non farcela a mio avviso si aprirebbe una fase transitoria, di durata pari al tempo che occorre per portare a casa il referendum. riguardo alla sinistra estrema, sei l’unico incluso gli stessi leader, a vedere rafforzato il futuro della cosa rossa da quando si sono ravveduti i ds.
Saluti
Il futuro della cosa rossa è debole x mancanza di idee e concordo con te che nell’immediato la fine dei DS li rende più soli e deboli, ma nel medio periodo il PD tenderà a perdere elettorato più di sinistra quindi se ci mettono un pò di sostanza forse hanno buone carte da giocare.
Follini se non sbaglio era responsabile comunicazioni nel consiglio comitato o una cosa così del PD
Ho un forte dubbio però sull’alleanza tra PD e centro. X l’immediato potrebbe essere una soluzione che permette qualche urgente riforma, ma temo tantissimo che nascerebbe un nuovo centro inamovibile, con il ritorno all’ esclusione delle ali. Al di là delle idee politiche credo che l’alternanza di governo sia una cosa troppo preziosa x rinunciarci
ciao
Il tuo raggionamento è giusto, ma considera che se dovessimo votare col referendum la possibilità che il grande centro si meterializzi è davvero remota e stesso dicasi se dovessimo votare con la legge attuale. Tieni presente che il sistema elettorale concepito dai referendari favorisce i grandi partiti, a cui verrebbe attribuito il premio di maggioranza, e per questo l’ipotesi del referendum non dispiace nè a Veltroni nè a Berlusconi, che insieme potrebbero arrivare ad intercettare percentuali di voto altissime. Il problema invece del pd è che pur essendo un opera politica avveniristica rischia non solo di perdere simpatizzanti a sinistra ma anche a destra, e questo perchè ha realizzato realmente a freddo una fusione tra culture politiche e storiche così diverse che necessitavano di tempi e modi differenti d’incontro. Daltronde sono noti a tutti i distinguo che giorno dopo giorno emergono all’interno del pd e che vanno decisamente controcorrente rispetto alla ragion d’essere del partito, ossia l’incontro tra cottolici e laici. In sostanza caro sparkaos, il pd è stata un’idea geneiale che però e stata pensata per fini prettamente strategici e per questo non solo non confido nella sua longevità ma ne ho evitato personalmente l’adesione. Il problema del centro inamovibile o se posso corregerti che tiene sotto scacco il sistema potrebbe realizzarsi soltanto con un sistema elettorale tedesco, ma ormai credo che i tempi non lo permettano più. Per questo non è dal centro che devi farti intimorire, quanto da un possibile sistema bipartitico targato PD-PDL, e che personalmente non temo ma anzi auspico.
P.S. Follini è il responsabile comunicazione del Pd
A Presto !!
beh in gran parte concordo con la tua analisi sul Pd, ma se ci sarà un governo tecnico o simili la possibilità che nel Pd vincano le correnti che al grande centro guardano con interesse non la vedo così remota; visto che all’interno non pochi si sono dichiarati favorevoli al sistema elettorale tedesco e sulla carta ci sono ancora i tempi x quanto stretti; tanto più che proprio per la difficoltà di incontrarsi tra laici e cattolici non mi sento del tutto di escludere possibili ripensamenti sullo stesso PD. Con il referendum, se non si accordano prima cosa che non credo, è vero che il grande centro diverrebbe più difficile da realizzare; ma credo che porterebbe ad un tale teremoto politico che è difficile far previsioni; ad es. cosa accadrebbe se alcuni partiti di centro riuscissero a dar vita ad un progetto unitario casomai con personaggi di spicco come Monti o Montezemolo e riuscendo a portare dalla propria qualcuno anche del Pd? X me non è detto che a quel punto non si arrivi ad uno scontro tra tre grossi partiti dagli esiti incerti.
Credo che oggi l’Italia necessiti di un sitema sostanzialmente bipartitico per avere finalmente governabilità e assunzione di responsabilità politica; l’alternanza è la cura che più facilmente può darci ciò. Ma il centro continua a farmi paura x il semplice fatto che in Italia l’elettorato è sostanzialmente centrista con diverse sfumature e anche un sistema come quello che uscirebbe dal referendum non esclude che rotto l’argine delle coalizioni(cosa di certo necessaria) non riemerga la tentazione di tornare sotto altre vesti alla situazione “della prima repubblica”; tanto più che credo si dia un pò troppo x scontato la vittoria referendaria ed è vero che con l’attuale legge il grande centro è impensabile, ma essa tende a creare coalizzioni in cui il centro ha un potere di ricatto enorme e dopo altri quattro anni così di certo lo sfrutterebbe, avendo anche argomenti buoni a suo favore, x arrivare proprio al tanto desiderato sistema tedesco che sancirebbe l’impossibilià in italia di avere non solo un sistema bipartitico, ma neanche un sistema bipolare. Personalmente infatti, non negandone i difetti, credo che l’unico sistema elettorale davvero efficace in italia x semplificare la politica è quello Francese.
Ciao
L’esperienza dell’italia di mezzo invece, caro sparkaos, ha insegnato a quanti credevano nell’esistenza di un elettorato di centro, che al contrario l’elettorato si riconosce maggiormente all’interno di due schieramenti ben definiti piuttosto che nel mezzo. Certamente l’esperimento folliniano non può rappresentare un’unità di misura, ma sicuramente serve a sfatare la concreta possibilità di un remake della prima repubblica. Quello che infatti non prendi in considerazione è il fatto che, così come la prima repubblica era nata sotto l’insegna di un sistema politico sciolto e privo di coalizioni, così al contrario la seconda repubblica è nata sotto l’insegna del sistema bipolare. In altre parole quello che devi prendere in considerazione è il fatto delle diverse culture che hanno interessato i due sistemi: quello della prima repubblica che era centrista e quello della seconda che invece è bipolare. Per queste ragioni vedo più probabile un arrivo al bipartitismo piuttosto che un ritorno al centrismo. Riguardo poi all’esito che il referendum possa avere ti dico che tutto dipenderà da quanto lo vorranno i leader che contano e da quello che sarà l’esito del senato, perchè se dopo prodi ci sono le urne il referendum sarà irrilevante, mentre se ci sarà un governo tecnico, non essendoci i margini per una riforma tutta parlamentare della legge elettorale, la via referendaria godrà inevitabilmente di una spinta vincente. Infine riguardo a montezemolo ti dico semplicemente una cosa: sulle candidature forti confluiscono i poteri forti da sempre. Premesso ciò, ti pare che i poteri forti possano preferire al certo l’incerto ?? Ossia eventualmente Berlusconi a Montezemolo ?? O meglio ancora ti pare che Montezemolo possa rischiare tutto giocandosi immediatamente tutto affidandosi a Pezzotta ?? .. Credo proprio di no. Sicuramente Montezemolo sta lavorando per un suo ingresso in politica ma da intelligente qual’è, tesse la sua tela su prospettive future e non presenti. Sulla legge elettorale francese magari hai pure ragione, ma personalmente credo che non possono essere trapiantati da un giorno all’altro e da un paese all’altro sistemi figli di culture politiche e storiche diverse. Inoltre ammesso che ciò fosse possibile penso che qualsiasi legge elettorale possa essere auspicabile purchè parta dal principio che a scegliere l’eletto sia l’elettore, e questo amico mio, non è contemplato nè dal sistema francese nè da quello tedesco nè dal referendum.
Grazie per il piacevole confronto e a presto.
Montezemolo era un ipotesi x dire un nome, ma come te non ci credo principalmente xché non è cosi stolto. sulle culture diverse tra prima e seconda non sono x niente d’accordo xché la seconda è stata la semplice continuazione della prima che ha accettato una legge da altri imposta i cui valori hanno fatto molta presa su alcuni settori politici e sociali, ma altri a mio avviso sono ancora legatissimi al vecchio, quindi alla fine x me si tratta di superare davvero la prima-seconda rep. o di restarci impantanati e vedo in troppi la voglia di tornare “a quando si stava bene con la Dc”, poi cosa accadrà non mi azzardo a dirlo xché ci sono così sottili intrecci di potere in gioco… X il sistema elettorale tra quelli citati quello francese mi sembra cmq offrire una certa capacità di influenza all’elettore. X permettere che scelga davvero l’eletto allora dovremmo andare verso un sistema che abbia primarie (reali) aperte, abbatta i costi di ingresso in politica e leghi il candidato al territorio (nessuno sa in italia chi è il proprio parlamentare), più ovviamente una legge elettorale che lo permetta, io continuo a guardare verso Parigi, anche se consapevole che raramente i trapianti riescono, x il semplice fatto che un idea che mi sembri migliora (in concreto e in italia, non in astratto) non la vedo. Se ne hai una, sarò felice di cambiare idea. (non è che la adoro)
Scusami anzitutto il ritardo della replica. Partendo da montezemolo ti dico semplicemente, che la sua intelligenza non sta nello snobbare eventualmente il centro, quanto nell’attendere ancora un pò, e magari scoprire le carte non prima ma dopo essere eventualmente entrato in parlamento. Continuando invece con il problema tra prima e seconda repubblica, non devi dimenticare innanzitutto che il sistema bipolare venne scelto dagli elettori tramite un referendum promosso non a caso da segni, e quindi magari c’è stata sì un’imposizione ma comunque implicita. Inoltre ti do ragione riguardo al sentimento nostalgico che accarezza insistentemente la mente di qualcuno, ma sai bene che quando c’è incertezza, il passato diventa facilmente oggetto di un desiderio più forte rispetto al futuro; per questo a prescindere da quanto ci possa essere di serio in taluni ripensamenti, comunque la loro ragion d’essere è strettamente collegata alla precarietà del presente, e quindi il problema è comunque nell’attuale sistema. Riguardo al sistema elettorale, riavvicinare l’elettore all’eletto significa dare all’elettore la possibilità di scegliere il candidato tra una rosa di candidati, e questo non è praticabile neanche col modello francese, perchè sebbene l’elettore ha facolta di esprimere la sua preferenza, può farlo soltanto con riguardo al candidato imposto dal partito per il suo collegio. Ti sembrerà strano, ma il punto di partenza migliore per una sana legge elettorale sarebbe proprio il porcellum, attraverso alcune correzioni, che introducano un premio di maggioranza al senato, eliminino le liste bloccate, introducendo il voto di preferenza, e aumentino la soglia di sbarramento. Molte volte le soluzioni sono sotto gli occhi e nessuno se ne accorge !!
Ciao !!
Su montezemolo dicevolo lo stesso forse mi sono espresso male anzi io ho dubbi anche sulla sua entrata in parlamento; x ora credo che aspetterà.
Il problema è certamente nel presente, ma la storia non è fatta solo di prograsso ma anche di passi indietro spesso x paura di un presente precario
X la legge elettorale se in ogni singolo colleggio si tengono primarie hai una scelta già più ampia. la tua idea non è per niente sciocca; ma la preferenza in Italia Con i noti fenomeni non tanto edificanti la sconsiglio e per di più il sistema francese ha il grande vantaggio di essere tendenzialmente bipartitico, ma non in modo, forse, un pò eccessivo come quello inglese e lega strettamente un territorio ad un candidato. I trapianti non funzionano, ma in Francia si è dimostrato efficace in una situazione con molte analogie con la nostra, la tua proposta sulla carta è ottima ma temo che inserita in questa realtà…
Ma se le primarie sono come quelle del pd, ossia basate su liste bloccate, non cambia comunque il risultato. Le primarie sarebbero ottime se veramente si consentisse a tutti una competizione libera, ma fin quando la partecipazione viene intesa semplicemente come un’allargamento del corpo elettorale di una coalizione o di un partito, dobbiamo guardarci dal considerarle una panacea. Sul sistema francese evidentemente sono stato io poco chiaro. Sono infatti irrilevanti le dimensioni del collegio se manca la possibilità di scegliersi il candidato. Per farti capire meglio il concetto, secondo te, se casini si candidasse nel tuo collegio di appartenza con magari la particolarità che tu sei di an, sei proprio sicuro che questo avvicinerebbe di più pier ferdinando alle esigenze del tuo collegio ?? … penso proprio di no … e per questo ti ritroveresti ad aver eletto l’ennesimo deputato prendi e fuggi (come ce ne sono stati tanti negli anni del mattarellum) con l’aggravante che avresti contribuito ad eleggerlo (per spirito di coalizione) facendo un grande sacrificio ideologico per te che sei di an. La mia proposta non è un’invenzione, ma qualcosa che la nostra realtà ha già conosciuto durante gli anni della prima repubblica. Adesso si tratta semplicemente di applicare quel sistema di voto, il proporzionale puro, al nuovo sistema politico italiano che è bipolare. Si tratta in altri termini di attualizzare quel meccanismo. Considera inoltre che il proporzionale paradossalmente favorirebbe le primarie, dato che consentirebbe a chiunque di candidarsi e selezionerebbe la classe dirigente in base alla forza elettorale di ciascuno. Capisci ora perchè il proporzionale puro viene osteggiato e gli viene preferito quello tedesco con le liste bloccate ?? e soprattutto capisci ora perchè l’attuale classe dirigente e fortemente inflazionata ?? . E’ proprio per evitare i noti fenomeni che faccio il tifo per il referendum ..
Ciao sparkaos ..
Primarie vere non come quelle che erano una farsa e secondo me questo sarebbe un buon antidoto alla candidatura di persone non radicate nel tessuto del colleggio; tanto più che ne lsistema Francese al primo turno probabilmente l’UDC e Alleanza correrebbero da sole mantre al secondo turno sarebbero costretti a convergere su uno dei due candidati più forti(casini probabilmente in un colleggio a maggioranza an perderebbe al primo ovviamente se non ci sono i soliti patti occulti contro cui tutte le leggi del mondo risolvono poco, quindi io elettore di an minoritario in un colleggio voterei An al primo, al secondo mi asterrei o voterei il più prossimo a me tra i restanti)
Il proporzionale anche considerando una soglia di sbarramento del 10%, che nessuno mi sembra proporre, probabilmente porterebbe cmq quattro poli di una certa grandezza (centro-destra, centro, centro-sinistra e sinistra) che andrebbero in parlamento a decidere cariche, programmi ed alleanze.
Io non credo che si possa introdurre una legge elettorale proporzionale che permetta governabilità e scelta del governo da parte del cittadino; poi non sono neanche certo dell’efficacia di quella francese, ma mi sembra (con tutti i dubbi del caso) il tentativo migliore che si possa fare