Quando Berlusconi descrisse la Rai come un sistema dominato dalle raccomandazioni e dalla sinistra, molti legittimamente criticarono quelle affermazioni, ma quando al contrario il sistema Rai ha pubblicizzato sul proprio sito la conversazione tra Berlusconi e Saccà, in pochi hanno legittimamente contestato. Premesso che quanto è accaduto è giusto che venga chiarito dalle sedi competenti, trovo opinabile il modo in cui è stata gestito il singolo episodio. A lungo in questi mesi abbiamo sentito parlare della necessità di regolamentare l’uso delle intercettazioni, e a tal proposito significative del frastuono che tali mezzi inquirenti hanno avuto sul sistema, sono state quelle di D’Alema - Latorre e c; ma allora a differenza di oggi il contenuto di quelle registrazioni non venne divulgato. Come alcuni sapranno la richiesta del gip di Milano venne respinta dalla giunta per le autorizzazioni della Camera, ma da quel momento, eccetto dell’odissea che ha coinvolto la Forleo, nulla si è saputo in merito a quelle intercettazioni. Come si spiega una simile situazione? la risposta avendo bene in mente quanto accaduto da Sircana in poi è soltanto una: Se così stanno le cose inevitabilmente si rafforza la convinzione, di chi considera determinati sistemi nel pieno controllo di determinate aree politiche. Quello che è accaduto da Santoro e successivamente sul sito della Rai è assolutamente assurdo, e sebbene sia stato congeniato per frenare la crescita di consensi di Berlusconi, di fatto ha finito per trasformare in vittima colui che inizialmente (data l’entità della conversazione con Saccà) non poteva che risultare come un carnefice. In altre parole, il modo con cui la notizia è stata gestita dall’emittente pubblica, sebbene fosse indirizzato a colpire Berlusconi, non solo non è riuscito nell’intento, ma addirittura ha avvalorato l’ipotesi di quest’ultimo riguardo al controllo tutto sbilanciato a sinistra della Rai. Inoltre il fatto che stralci di materiale oggetto di indagini siano giunti dinanzi alle telecamere di Santoro e successivamente sul sito della Rai, ha confermato anche la seconda denuncia di Berlusconi, ossia che la magistratura è rossa. A questo punto non ci resta che assistere all’ennesima crociata dell’unione contro colui che rappresenta il vero programma politico dell’intera coalizione, ossia Berlusconi. Assisteremo anche al sacrificio di qualcuno che dovrà pagare il prezzo necessario a riqualificare la Rai agli occhi dell’opinione pubblica, ossia Saccà.  Tuttavia, quando la polvere tornerà ad appiattirsi al suolo, occorrerà intervenire seriamente sul sistema televisivo, attraverso una riforma che prenda spunto da quella Gentiloni, garantendo però anche quelle emittenti che a differenza della Rai si finanziano con i proventi della pubblicità e non del canone. Occorrerà inoltre riformare l’intera azienda Rai, lasciando che la sua storia passata e futura venga garantita da gestioni private e non politiche, come occorrerà una maggiore convinzione a regolamentare l’uso delle intercettazioni. Ma soprattutto occorrerà, che senatori come Dini dimostrino concretamente a Prodi che non è l’unico ad essere in grado di governare, dato che riforme forti necessitano inevitabilmente di governi forti.

Auro Buttiglione