Giugno 12, 2008
E’ la dimensione inquirente della stampa che va colpita e non quella della magistratura
Posted by buttiglione under attualità, buttiglione | Tag: auro buttiglione, berlusconi, di pietro, intercettazioni, magistratura, quirinale |No Comments
Fa discutere giustamente la volontà del governo di regolamentere l’uso delle intercettazioni da parte della magistratura, non soltanto per aggredire quel 30% dei costi a carico del ministero riconducibili all’utilizzo di questo mezzo inquirente, ma anche per arginare gli effetti di uno strumento oramai divenuto lesivo della privacy. Attenzione però a non utilizzare la ragione legittima dell’intervento, per realizzare una sorta di caccia alle streghe, nei confronti di una magistratura in parte sfuggita al controllo della politica, e le cui perplessità sono fondamentali per un costruttivo ragionamento. L’invito del quirinale inoltre è stato quanto mai opportuno, confermando oltretutto come l’uscita di scena della sinistra abbia restituito ossigeno al capo dello stato, perchè ha definito i margini entro i quali deve necessariamente incanalarsi e svilupparsi un confronto divenuto improrogabile, e che necessita per l’entità della fattispecie che ne è oggetto della massima convergenza politica, ma soprattutto di un’intervento figlio della massima volontà politica, quindi del Parlamento. Disciplinare infatti le intercettazioni tramite un decreto anzichè attraverso un disegno di legge, sarebbe stato non soltanto un errore, ma soprattutto un intervento peggiorativo di quello che è un tema delicatissimo, e per questo bisognoso della massima sintesi tra politica e categorie (magistratura). Scendendo però nel merito del provvedimento, è evidente un impostazione sbagliata dello stesso, dato infatti che non bisogna intervenire sulle tipologie di reato interessate dall’utilizzo delle intercettazioni, quanto sull’uso da parte di organi esterni alla magistratura dei resoconti cartacei delle stesse. Calibrare le intercettazioni soltanto su determinate fattispecie di reato, determinerebbe infatti uno squilibrio di efficienza all’interno del sistema inquirente, perchè rafforzerebbe l’opera di neutralizzazione di determinati illeciti, ma al tempo stesso faciliterebbe il proliferarne di altri, che per legge sarebbero esenti dal subire gli effetti di un simile mezzo investigativo. Occorre dunque rivedere la sostanza del provvedimento, perchè se lo scopo dell’intervento da parte del legislatore è la salvaguardia della privacy, allora è evidente che siamo fuori traccia. Per questo condividendo l’attribuzione ad un organo colleggiale e non monocratico, del potere di autorizzare e monitorare l’attività investigativa realizzata mediante l’utilizzo delle intercettazioni, credo che non si debba procedere all’individuazione di specifici pacchetti di reati cui applicare il provvedimento, e piuttosto si deve estendere il divieto assoluto di pubblicare a mezzo stampa ogni genere di resoconto derivante dalle intercettazioni sia questo di carattere privato o pubblico. Gli accadimenti di questi ultimi mesi, ci hanno infatti insegnato come la gogna mediatica sia capace di colpire molto più duramente di quella giudiziaria, e per questo occorre mantenere nell’interesse della magistratura e dei singoli (ecco la vera tutela della privacy) la massima riservatezza in merito alle indagini, fino a quando non ci sia piena chiarezza sulla fondatezza dei presunti illeciti per i quali sono in corso le indagini. C’è quindi un diritto all’informazione che va nel caso specifico rivisto e limitato, dato che troppo spesso l’esercizio di quella prerogativa di una vita democratica ha finito per sentenziare al posto dei giudici. Grande attenzione dunque a non perdere di vista la vera causa che ha reso lacunoso e bisognoso di una regolamentazione l’uso delle intercettazioni, perchè diversamente la legittimità di un intervento non solo peggiorerà la situazione, ma soprattutto diventerà oggetto di strumentalizzazioni da parte di quei politici, come di pietro, che vedono in ogni legge un’interesse di berlusconi da tutelare.
Auro Buttiglione



